La Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo è il “già e non ancora” della storia. Creazione, caduta, profezie, incarnazione, passione, morte e resurrezione di Nostro Signore sono fatti già accaduti nel tempo, pienamente realizzati in Cristo, il “non ancora” siamo noi con le nostre storie personali. Quando partecipiamo al triduo Pasquale, vediamo che il motivo per il quale è stato giudicato, condannato, flagellato, oltraggiato e crocifisso Cristo è quello di farsi uguale a Dio dinanzi a persone che avevano un’idea di Dio falsa, diversa, contraffatta, personalistica. La stessa cosa accade a noi quando cadiamo nel peccato che, prima di essere un pensiero o un atto disordinato, è un peccato di idolatria di noi stessi, è scalzare Dio dal suo trono e sedersi indebitamente al Suo posto, facendoci noi uguali a Dio, disponendo noi cosa sia vero o falso, giusto o sbagliato.
Viviamo ogni giorno la tensione tra il “già” e “non ancora”, ma da un punto di vista privilegiato rispetto al periodo storico in cui Cristo si consumò sulla croce per noi per poi risorgere, oggi abbiamo la Chiesa, anche se un po’ affaticata ma mai diminuita in grazia, abbiamo i sacramenti, i pastori (da scegliere con cura), un Magistero infallibile anche se avversato ogni giorno dai moti rivoluzionari, abbiamo Maria Ss.ma Corredentrice e Mediatrice di ogni grazia.
Nulla ci manca per realizzare il “già” di Dio nel nostro “non ancora” quotidiano, l’essenziale è non farsi uguali a Dio.
Santa Pasqua a tutti!


